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Operazione Harpoon

10-15 agosto, 1942

Dopo le gravi perdite subite durante la battaglia di mezzo giugno, gli Inglesi continuarono a rifornire Malta solo attraverso trasporti aerei or usando la leggendaria posamine Welshman (Gallese). In un altro tentativo di trasportare provvigioni ad armamenti a Malta, gli inglesi organizzarono un convoglio di circa 60 navi sia inglesi che americane.


R.N. Bolzano.

Gli inglesi organizzarono una scorta comprendenti le corazzate Rodney e Nelson, le portaerei Eagle, Furious, Indomitable e Victorius, gli incrociatori pesanti Manchester, Nigeria e Kenia e l'incrociatore antiaereo Cairo, altre a cacciatorpediniere e sommergibili. Il convoglio si riunì al sud delle isole Baleari dove sommergibili italiani e tedeschi andarono all'attacco, uno di questi ultimi affondando la portaerei Eagle.

Il 12 agosto, le forze aeree dell'Asse lanciarono il primo attacco riuscendo ad affondare il primo cargo e danneggiandone altri. Vicino Biserta, così come accadette durante la battaglia di mezzo giugno, parte della scorta abbandonò il convoglio lasciando solo 4 incrociatori e 10 cacciatorpediniere.

La sera del 12 agosto, i sommergibili italiani Dessie e Axum affondarono l'incrociatore Cairo, danneggiarono gli incrociatori Nigeria e Kenia e le navi mercantili Ohio e Brisbarne Star, così infliggendo gravi danni al convoglio. La stessa notte, MAS italiane affondarono l'incrociatore Manchester e altre 5 navi mercantili. Il giorno seguente, forze aeree dell'Asse affondano ancora un'altra nave mercantile.

Assenti dalla battaglia erano le corazzate italiane che, a causa del razionamento del carburante, erano relegate in porto. Supermarina, ben al corrente della mancanza di carburante, decise di usare solo la IIIa divisione navale composta degli incrociatori Bolzano, Gorizia e Trieste e la VIIa divisione comprendente l'Eugenio di Savoia, il Montecuccoli e l'Attendolo.

Il piano d'attacco provvedeva per un attacco di superficie vicino l'isola di Pantelleria, ma Supermarina era molto allarmata dalla presenza di considerevoli forze aeree di base a Malta. A questo punto, il continuo battibecco tra gli addetti navali italiani e tedeschi da una parte e le forze aeree dell'Asse dall'altra, avrebbero ridotto il ruolo della Regia Marina a quello di bersaglio e cosi la flotta fu richiamata in porto. Durante il viaggio di ritorno, il Bolzano e l'Attendolo furono attaccati da sommergibili inglesi che riuscirono a colpire ciascuna nave con un siluro. I Bolzano, a causa di un incendio divampato vicino ai magazzini munizione, fu arenato sull'isola di Panarea e successivamente salvato, mentre l'Attendolo, malgrado avesse perso la prua, rientro in porto senza necessità di aiuto.

Il 13 agosto, delle navi facenti parte del convoglio, tre arrivarono a Malta, mentre l'Ohio e il Brisbarne Star seguirono, senza scorta, alcune ore dopo. L'ammiragliato britannico immediatamente realizzò che operazioni di questa scala erano troppo proibitive e così non furono più ripetute. Da parte italiana, malgrado l'innegabile successo, un senso generale di sconfitta stava oramai prevalendo, e l'inabilità di provvedere per copertura aerea per la flotta chiaramente dimostrava che il controllo del Mediterraneo stava passando in mano agli inglesi.

In conclusione, Malta era ancora in grado di combattere e la speranza di mantenere controllo dell'Africa Settentrionale stava rapidamente disparendo.


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