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28 giugno, 1940

di Cristiano D'Adamo

Il cacciatorpediniere Espero, al comando del Capitano Enrico Baroni era il caposcorta di un convoglio veloce per il trasporto di truppe che includeva anche i cacciatorpediniere Ostro e Zaffiro. Le tre navi avevano il compito di trasferire due unità di Camicie Nere (160 uomini) da Taranto a Tobruk in supporto delle difese antiaeree.

Il convoglio italiano fu avvistato dagli incrociatori della VII Squadra Britannica al comando del viceammiraglio Tovey a circa le 18.30 del 28 giugno, 100 miglia a nord di Tobruk. L’incrociatore H.M.S. Liverpool aprì fuoco alle 18.32 ad una distanza di 16,000 metri. Immediatamente, il convoglio italiano incrementò la velocità in direzione di Tobruk (Sud), mentre la squadra britannica fu organizzata in due gruppi con la I Divisione (H.M.S. Orion, H.M.S. Nettuno e H.M.A.S. Sydney) alla dritta e la II Divisione (H.M.S. Liverpool e H.M.S. Gloucester) con unità più recenti e di maggiore tonnellaggio, a sinistra delle navi italiane.

Alle 19.20 la distanza era diminuita a circa 12.500 metri. Con l’Espero già colpito da molte salve, il comandante Baroni continuo ad emettere fumo ed a zigzagare impegnando così le navi britanniche e permettendo la fuga degli altri due cacciatorpediniere.

L'Espero fu affondato dall’incrociatore H.M.A.S. Sydney (Australiano) che poi salvò 47 sopravvissuti. Durante lo scontro, le unità britanniche utilizzarono un numero sproporzionato di munizioni, quasi 5000 proiettili. Il Capitano Baroni fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, il riconoscimento più alto della Marina Italiana.



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