English | Italiano Regia Marina Italiana

Bassin à Flot

di Cristiano D'Adamo

Sorprendentemente, dopo sessanta anni dalla chiusura di Betasom, la zona che una volta ospitava le basi sottomarini italiane e tedesche di Bordeaux, sono ancora riconoscibili e non molto è cambiato. Il quartiere si chiama Bacalan ed è ancora considerato una zona malfamata. Questo è una quartiere popolare, ma anche una zona industriale e precede gli "hangar" o banchine che si estendono verso sud in direzione del centro città. Le banchine sono simili a quelle San Francisco, ma, invece di estendersi nell'acqua, si estendono lungo il fiume.

Il Bassin à Flot è un bacino fluviale relativamente grande e connesso al fiume tramite due canali navigabili relativamente lunghi e delimitati da chiuse. La lunghezza dei canali d'accesso è poco meno di 200 metri. I due canali sono differenti tra loro; quello di destra è stretto ed ha tre chiuse, mentre quello di sinistra è più largo e ha solamente due chiuse. Vicino ad ogni chiusa d'ingresso e di uscita, c'è un ponte girevole imperniato al centro, simile a quello di Taranto, ma molto più piccolo. Questi ponti, quando sono aperti, si allineano con la piccola isoletta che divide i due canali. Il bacino può accettare navi fino a 152 metri di lunghezza e 22 metri di larghezza, misure queste abbastanza grandi tali da permettere l'ormeggio della Himalay, il violatore di blocco italiano, lungo le banchine della base sottomarina. La stazione di controllo delle chiuse, che includeva la stazione di pompaggio, si trovava, entrando, alla fine del canale piccolo verso il bacino.

Il Bassin un Flot numero 1 è a forma di T con la base verso il fiume. Alla sinistra c'è un grande deposito, ora adibito ad uffici. Gli edifici deposito originali sono andati distrutti, ma una delle "blockhouse" (magazzini) è stato sostituito da una nuova costruzione, in stile con l'originaria, che oggi ospita una compagnia d'assicurazione. Parte delle banchine lungo il bacino è ancora pavimentata con i pavè originali.

Questi sono leggermente più grandi e più disconnessi dei sampietrini romani. Al lato opposto dell'area dei depositi, si trovano i due bacini di carenaggio. Il primo, a destra e più grande, poteva ospitare due battelli, mentre il secondo, più piccolo, ne poteva ospitare solamente uno. Per disposizione i battelli dovevano essere dislocati in linea di fila, anche se la capienza poteva permetterne anche l'affiancamento. La superficie totale del primo bacino è 11 ettari (110.000 metri quadrati), mentre il secondo è di 9 ettari (90.000 metri quadrati).

Il bacino a livello costante può essere alimentato solamente dal fiume durante l'alta marea. Una volta che il fiume recede, come la Garonne fa due volte il giorno, il livello d'acqua nel bacino rimane costante, mentre fuori cala piuttosto notevolmente. L'escursione della mare raggiunge anche i sei metri. Un'altra chiusa, alla fine del primo bacino, conduce al Bassin à Flot N.2. Questo secondo bacino è piuttosto riconoscibile a distanza perché esso ospita il bunker sottomarini tedesco. La località è nota come la "Base base sous-marine", oggi ospita un museo dedicato alla navigazione da diporto.

Questa costruzione, a volte anche utilizzata dai sommergibili italiani, è massiccia; il costo della demolizione sarebbe stato così grande che la città di Bordeaux decise, invece, di utilizzarlo. Dal parcheggio che si affaccia sul Blvd. Alfredo Domey, si possono ancora notare i danni causati dai bombardamenti alleati. Questo è stato il set usato durante la lavorazione del film " Das Boote ", anche se nel film l'U-boot non era di base qui con la XII Flottiglia tedesca.

Edizione in italiano tradotta da Cristiano D'Adamo ed edita da Franco Cestra.

Copyright © 1996-2017 REGIAMARINA (TM). All rights reserved.