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Il Porto di Bordeaux

di Cristiano D'Adamo

Il porto autonomo di Bordeaux (un ente indipendente marginalmente controllato dallo stato) include le installazioni portuali di Le Verdon, Pauillac, D'Amber di Bec e Basseurs. Il porto di Bordeaux, insolito per la sua ubicazione (bene più di 50 km dal mare), negli anni quaranta era uno scalo commerciale frequentato principalmente da navi francesi, olandesi, britanniche, svedesi, norvegesi e anche di altre nazioni. Prima della 2° G.M., il traffico commerciale originava soprattutto dal Marocco, le Antille francesi, l’Africa occidentale ed il Madagascar. In aggiunta, il traffico dal Regno Unito era alquanto considerevole dato che un terzo del traffico commerciale consisteva in carbone proveniente dalle isole britanniche, mentre il resto includeva petrolio, noccioline, tabacco, e gli altri prodotti grezzi. Naturalmente, uno dei commerci di maggiore importanza era l'esportazione dei famosi vini di Bordeaux, soprattutto i vini rossi.

Il porto di Bordeaux è fluviale e quindi prono all’accumulo di sedimenti. Le autorità portuali provvedevano costantemente al dragaggio del canale navigabile della Gironde, garantendo così accesso a navi con pescaggio fino a 8.5 metri. Le istallazioni portuali includevano vari chilometri di " quais " (francese per banchine) e tre bacini di carenaggio. Parti di queste istallazioni erano costituite dai tre " bassin à flot " (bacini della marea, o bacini a livello costante), darsene chiuse ma accessibile attraverso canali con chiuse che li proteggevano dalla marea. Anche se il porto è a più di 50 chilometri dall'oceano, la marea raggiunge un’escursione massima di circa 6 metri. Segni di quest’enorme marea sono facilmente visibili lungo il fiume e nelle darsene.

L’accesso alle darsene dalla Garonne era, ed è ancora garantito da una serie di chiuse che conducono al “bassin à flot” numero 1. Il primo bacino, a sua volta, è connesso attraverso un piccolo canale protetto da una chiusa ad un secondo bacino e poi ad un terzo. Il primo bacino, o darsena, includeva due bacini di carenaggio. Questi sono ancora presenti, ma non sembrano in uso. Il primo bacino di carenaggio misura 105 metri ed il secondo 152. Una terza bacino di 202 metri era disponibile nell’arsenale navale.

Bordeaux, poco prima che la capitolazione francese, era la capitale provvisoria di una Repubblica francese che si stava dissolvendo molto rapidamente. Il porto fu usato come ultimo approdo per sbarcare truppe di rinforzo, in gran parte reggimenti coloniali, ma anche truppe polacche. Fu anche utilizzato per portare in salvo le riserve auree nazionali. Il 23 giugno, i tedeschi occuparono Royan, la città che si affaccia sull’estuario della Gironda sulla sponda opposta a Le Verdon, precludendo così l’accesso alla città. Una settimana più tardi, il 30 giugno, i tedeschi occuparono la città di Bordeaux. Dopo un periodo di inattività completa, il porto riaprì a traffico commerciale, soprattutto da e per il Marocco. Il porto di Bordeaux fu la destinazione finale per la maggior parte dei violatori di blocco, sia tedeschi che italiani, ma entro il 1942 tutto il traffico commerciale era nuovamente cessato dato che gli Alleati erano riusciti c completare l'interdizione a mare di tutto il traffico.

Dopo l’evacuazione tedesca di Bordeaux, molte navi furono trovate affondate per ostruire il porto; fra loro il famoso violatore di blocco italiano Himalaya. Le autorità portuali impiegarono più di un anno per ripristinate l’accesso permettendo così alla prima nave, una della classe Liberty, di attraccare il 18 luglio 1945. Oggi, la città di Bordeaux sta demolendo i vari “hangar" (magazzini) lungo i moli per dare spazio ad un nuovo e moderno lungomare aprendo così la vista agli splendidi edifici lungo il " quai ". Oggigiorno, la maggior parte del traffico commerciale è stato dirottato sul nuovo porto di Le Verdon, mentre Bordeaux è ancora visitata dalle grandi navi da crociera che attraccano di fronte al vecchio Palazzo Reale.

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