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Tipo Cavallini



La maggior parte della progettazione dei sommergibili della Regia Marina fu opera di due illustri ufficiali del Genio Navale: Cavallini e Bernardis. Il tipo Cavallini fu costruito in sette classi diverse che si possono considerare un’evoluzione della prima classe, la Mameli, costruita a partire dal 1925, che venne seguita due anni dopo dalla Settembrini e poi, nel 1931, dall’Archimede.

Le classi posteriori (Brin, 1936 e Liuzzi, 1937) evidenziarono ulteriori innovazioni, mentre le classi posamine Micca (1931) e Foca (1936), ed in parte la classe da trasporto R (1941) debbono considerarsi delle parziali evoluzioni o meglio degli adattamenti del progetto originale.

Le differenze tecniche tra le varie classi erano modeste in alcune parti, ma rilevanti in altre. Alla fine, tutte le classi possono essere considerate quali evoluzioni della classe Mameli data la presenza del doppio scafo parziale meglio conosciuto come “Sattletank”, o casse a sella: tipo quest’ultimo originariamente usato sugli U-boat tedeschi. Lo scafo esterno parziale si estendeva per circa 70% della lunghezza dello scafo resistente. Tutti i “Cavallini” furono costruiti dai cantieri Tosi di Taranto ed i vari battelli della classe “R” assegnati ai cantieri del nord non vennero mai completati. Come si è già detto, la prima classe costruita dall’ingegnere Cavallini in collaborazione con la Tosi fu la “Mameli”. Questi battelli erano noti per la loro robustezza, la buona manovrabilità, la velocità e in particolare per le buone condizioni di vivibilità interna. Queste caratteristiche furono mantenute attraverso l’evoluzione delle

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