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Tipo C.R.D.A.

di Cristiano D'Adamo


La genesi della classe ARGO, e la sua derivata, la classe TRITONE, è particolare. Mentre gran parte della flotta sommergibili già in servizio nella Marina degli anni trenta, e negli anni successivi, era il risultato della collaborazione tra la Marina stessa (ingegneri di grande fama come Bernardis e Cavallini) e l’industria privata, la classe ARGO fu il risultato del lavoro indipendente della C.R.D.A. di Monfalcone.

In questo periodo, la cantieristica italiana produsse vari battelli per conto di marine estere, una di queste classi fu la ARGO, un battello a doppio scafo del tipo Laurenti. Questa classe includeva due battelli, l’ARGO e il VELELLA, entrambe ordinati dalla marina portoghese nei primi anni trenta. Impostati nel 1931, i sommergibili della classe ARGO erano quasi completati quando il governo portoghese ne ordinò la cancellazione. Alcune fonti attribuiscono la cancellazione a difficoltà finanziarie, ma pare che il progetto sia stato abbandonato a causa della tensione venutasi a creare tra Roma e Lisbona dopo l’occupazione italiana dell’Etiopia (1935). I cantieri, la C.R.D.A. di Monfalcone, offrirono i battelli alla Marina italiana la quale stava gia seguendo il progetto a, dopo un certo ritardo, i battelli furono modificati e accettati nella Regia Marina. Le modifiche involsero l’adozione di equipaggiamento e soluzioni tecniche già in uso su altre classi di costruzione così da facilitare l’addestramento del personale e la manutenzione.

La classe ARGO era di tonnellaggio troppo elevato per essere considerata del tipo costiero e troppo limitata per essere considerata del tipo oceanico, anche se sia l’ARGO che il VELELLA diedero ottime prestazioni durante le operazioni in Atlantico. Quindi la classe ARGO, e più tardi la TRITONE, dovrebbero essere considerate di medio tonnellaggio.


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