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Tipo Primi Bernardis

di Cristiano D'Adamo


La maggior parte della progettazione dei sommergibili della Regia Marina fu opera di due illustri ufficiali del Genio Navale: Cavallini e Bernardis. I tipi Bernardis furono prodotti in varie classi di costruzione e furono tutti un’evoluzione della classe “Victor Pisani” nel 1925. A questi segui due anni dopo la classe “Bandiera” , e due anni dopo nel 1930, la classe “Squalo” che era in pratica identica. Più tardi, evoluzioni dei tipo Bernardis, in pratica la classe “Glauco” nel 1932, “Marcello” nel 1937, e “Marconi” nel 1939, fecero dei Bernardis veri e propri sommergibili di tipo oceanico e se ne parla in altre sezioni di questo sito.

Il Colonnello Curio Bernadis, più tardi promosso al grado di generale, cominciò la progettazione di una nuova classe di sommergibili incorporando ai concetti del Laurentis idee nuove ed alquanto innovative. Lo scopo era quello di creare battelli capaci di raggiungere profondità maggiori facendo forza sull’integrità della parte strutturale dello scafo quale entità unica invece che sulla grossezza e resistenza dei supporti circolari interni. Il progetto Bernardis aveva una struttura resistente circolare di tipo tradizionale racchiusa ai due estremi da calotte semisferiche, Le casse di compensazione erano posizionate alla fine dello scafo resistente, ma internamente allo scafo rigido c’erano delle casse addizionali che permettevano operazioni a grandi profondità perché potevano essere svuotate sia per mezzo d’aria compressa che pompe.

I primi Bernardis non furono battelli ben riusciti, ma la loro evoluzione diede vita alle classi Marcello e Marconi, alcune delle migliori classi di costruzione prodotte dalla cantieristica italiana. La classe Pisani incluse quattro battelli costruiti tra il 1925 e il 1929. Non appena entrarono il periodo di collaudo a mare, si scoprì un difetto alquanto serio: il battello tendeva al rullaggio in maniera eccessiva. Per rimediare a questo serio problema, i cantieri aggiunsero delle false carene che risolsero, anche se in maniera parziale il problema, ma che causarono la riduzione della velocità di superficie da 17 a 15 nodi, e quello in immersione da 10 a 8. Per aumentarne la stabilità, parte dei macchinari fu collocato in maniera diversa pur sempre negli stretti limiti posti dal delicato bilanciamento di un’unità sottomarina.

Eventualmente, queste carene esterne divennero parte integrale del progetto dipo Bernardis. Sfortunatamente, mentre il problema era ancora in fase di studio sui Pisani, i Bandiera erano già in fase avanzata di costruzione e quindi anche questi dovettero subire lavori di correzione. Sui Bandiera anche un altro problema dovette essere rimediato: la tendenza del battello di andare giù di prua. Questo problema fu risolto con l’istallazione di una cassa di tipo speciale autorempiente; in superficie questa cassa rimaneva vuota aumentando la galleggiabilità, ma una volta in immersione si riempiva automaticamente. Altre modifiche ai Bandiera ne diedero la prua di tipo molto inusuale che diede ai quattro battelli di questa classe il nomignolo di “nasoni”.

Purtroppo anche la terza evoluzione dei Bernardis, la classe “Squalo”, fu impostata troppo presto e questi battelli dovettero essere molto modificati. Eventualmente, i primi 12 battelli tipo Bernardis crearono le basi per l’evoluzione del progetto, prima con i due “Glauco”, e poi gli 11 “Marcello” e i 6 “Marconi”.

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