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La Notte di Taranto

di Cristiano D'Adamo


Dopo la Battaglia di Punta Stilo, la Regia Marina si volse in direzione della strategia navale detta "Fleet in Being", ovvero della flotta potenziale. Questo tipo di strategia dava per assunto che la presenza di una potente forza navale era sufficiente a convincere il nemico a non intraprendere alcuna attività offensiva. Probabilmente, questa decisione della Marina, fu il risultato delle aspettative generali delle intere forze armate italiane le quali ritenevano che questa guerra sarebbe stata breve e ricca di ricompense ad armistizio avvenuto. In tutta onestà, forse escludendo la sola Regia Aeronautica, le forze armate erano ben al corrente delle limitazioni dell'apparato bellico nazionale. Quello che è sorprende è il fatto che la Marina, malgrado fosse ben a conoscenza delle conseguenze di una guerra prolungata, decise di non affrontare il nemico in uno scontro decisivo. Forse, i ricordi di Lissa erano ancora ben vivi e presenti.

Varie fonti storiche attribuiscono l'inattività Italiana al fatto che le due corazzate della classe Littorio, le quali stavano ancora conducendo addestramento, non fossero ancora in piena efficienza. Senza dubbio, nel mese di Luglio queste unità ebbero alcuni inconvenienti tecnici, quali ad esempio infiltrazioni d'acqua in una delle torri, ma a novembre queste navi erano in perfetta efficienza. Forse, un timore referenziale nei confronti della Marina Britannica, impedì alla Marina di agire con più determinazione, o forse le ragioni erano ben più complicate. Senza dubbio, l'inattività Italiana invitò i Britannici all'azione e così maturò una complessa operazione navale che incluse l'attacco alla base navale di Taranto e lo scontro nello Stretto d’Otranto.

Dopo un periodo di parziale inattività, la guerra nel Mediterraneo improvvisamente divampò a seguito dell'ultimatum imposto dall'Italia alla Grecia. La richiesta Italiana per l'utilizzazione dei porti ellenici era inaccettabile e il rifiuto Greco era certo. La Gran Bretagna rispose immediatamente alla richiesta d'aiuto ellenica mentre le truppe italiane entravano in Grecia dal fronte Albanese. La campagna Greca, che non era stata coordinata con gli alleati tedeschi, creò attrito tra i due dittatori ed evolse, altresì, in un imbarazzante fiasco militare.

Durante la crisi etiope, quando la Gran Bretagna e l'Italia erano sull'orlo del conflitto armato, la Royal Navy condusse delle ricerche circa la possibilità di attaccare la base navale di Taranto. A causa della risoluzione della situazione politica internazionale, il piano fu accantonato, ma non per troppo tempo. Verso la fine del 1940, l'Amm. Lyster ricominciò nuovamente a pianificare un attacco contro la grande base navale italiana.

L'attacco contro Taranto, denominata "operazione del giudizio" (Operation Judgment), come abbiamo già menzionato, era parte del piano d'azione che vide forze britanniche zigzagare per il Mediterraneo. L'operazione M.B.8, così come l'attacco su Taranto, erano state pianificate per il 21 ottobre, l'anniversario della battaglia di Trafalgar, ma a causa di vari problemi tecnici, tra cui un incendio a bordo dell'Illustrious e l'accantonamento della portaerei Eagle, questo dovette essere posposto. Alcuni degli equipaggi dell'Eagle furono trasferiti sull'Illustrious.






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