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Incrociatori Leggeri



Come per le corazzate, la Regia Marina nel giugno 1940 entrò in guerra con una flotta di incrociatori completamente rinnovata. Vi erano in verità ancora gli antichi San Giorgio, Bari e Taranto di preda bellica; ma gli altri erano tutti delle nuove unità dei due tipi contemplati dal Trattato di Washington, cioè incrociatori pesanti con dislocamento di 10.000 t e armati con cannoni dei calibro di 203 mm, e incrociatori leggeri con dislocamento inferiore, variabile da 5.000 a 9.000 t, armati con cannoni da 152 mm.

La classe degli incrociatori leggeri comprende quattro tipi che vanno dai cosiddetti "cinquemila" della classe Condottieri, ai "settemila" della classe Montecuccoli, agli "ottomila" della classe Eugenio di Savoia, per finire con i "novemila" dei tipi Garibaldi.

Nella costruzione dei primi cinquemila, i 4 Di Giussano, Da Barbiano, Colleoni e Bande Nere, si curò come per i Trento quasi esclusivamente la elevata velocità. Infatti queste unità ebbero un apparato motore della potenza di 95.000 cavalli, uguale a quella dei tipi Zara da diecimila tonnellate, che imprimeva la velocità di 37 nodi. Per tale motivo ebbero una protezione con spessore massimo di 20-24 mm, dei tutto insufficiente per proteggere gli organi vitali dal proiettili dei cannoni da 152 mm con cui erano armati; inoltre non avendo protezione subacquea furono tutti quattro affondati in combattimento da siluri nemici.
I settemila della classe Montecuccoli rappresentarono, un miglioramento rispetto ai cinquemila, ma ebbero le stesse deficienze strutturali per cui anche l'Attendolo, pur non venendo affondato, ebbe la prua asportata da siluri nemici, e affondò poi per bombardamento aereo nel porto di Napoli.

Decisamente migliori furono i successivi Duca d'Aosta ed Eugenio di Savoia, e infine i due Garibaldi e Duca degli Abruzzi che rappresentarono il completamento dell'evoluzione dell'incrociatore leggero italiano, raggiungendo quasi le 10.000 t di dislocamento Standard ed avendo un armamento di 10 cannoni da 152 mm, mentre tutti gli altri ne avevano soltanto 8.

Circa l'arrangiamento di siluri, ne furono forniti sia gli, incrociatori pesanti che leggeri: i Trento ne ebbero 8 in quattro impianti binati, fissi al traverso in, batteria; I tipi Zara invece non ebbero lanciasiluri, Gli incrociatori leggeri, tipo Condottieri avevano 4 lanciasiluri in due complessi binati brandeggiabili, in coperta ai lati del fumaioli poppieri. Disposizione uguale avevano i Montecuocoli, ma un poco più a prora, circa a metà distanza fra i due fumaioli. I Duca d'Aosta e i Garibaldi ebbero invece 6 lanciasiluri in due impianti trinati; nella stessa posizione in coperta.
Le catapulte per gli aerei sui tipi Di Giussano erano di, tipo fisso sistemate a prora estrema; viceversa i Cadorna, i Montecuccoli e i Duca d'Aosta le ebbero al centro, fra i fumaioli, o dietro I fumaioli, di tipo brandeggiabile. I Garibaldi, infine, ebbero due catapulte ai lati dei fumaiolo poppiero.

Durante la guerra furono impostati 12 incrociatori leggeri della classe detta "Attilio Regolo" o "Capitani Romani", però alla data dell'armistizio ne erano entrati in servizio solo 3: Attilio Regolo, Pompeo Magno e Scipione Africano; gli altri furono in parte demoliti sugli scali e in parte catturati incompleti dai tedeschi,
Furono anche messi in costruzione due incrociatori antiaerei Etna e Vesuvio, ottenuti dalla trasformazione di due incrociatori ordinati dal Siam (Tailandia) ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico, che però non furono ultimati. Durante la guerra, la Regia Marina incorporò due incrociatori francesi catturati a Tolone il FR 11, Jean De Vienne, ed il FR 12, La Galissonlère che non entrarono in servizio.


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