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Cacciatorpediniere



Nel periodo dal 1925 al 1945 la Regia Marina costruì un solo tipo di esploratori, quelle della classe "Navigatori". Queste unità vennero classificate esploratori nel 1929 per poi essere riclassificate cacciatorpediniere nel 1939. Durante il periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale la Regia Marina costruì o rimodernò 8 corazzate, numerosi incrociatori pesanti e leggeri, ma le unità costruite in numero maggiore furono le esploratori ed i cacciatorpediniere.

In questo periodo i cacciatorpediniere non erano più le unità originalmente costruite per la caccia delle torpediniere, ma vere e proprie navi di squadra. Queste nuove unità erano non solo in grado di attaccare con il siluro ed il cannone, ma erano utilizzate quali protezione per unità maggiori. Queste unità non solo aumentarono il numero degli impieghi, ma in oltre nella stazza che dagli originali 1.560 tonnellate della classe "Turbine" si estese alle 2.450 tonnellate della classe "Soldato". In genere, l’armamento consisteva di alcuni cannoni da 120 mm e 4 o 6 tubi lanciasiluri da 533 mm.
Uno dei requisiti principali era la velocità, queste unità erano in grado di generare 38-39 nodi mantenendo buona navigabilità. Sfortunatamente, il 23 marzo 1942, durante la 2a Battaglia della Sirte lo "Scirocco", della classe "Maestrale", e il "Lanciere" della classe "Soldati" furono persi in mare a causa di un fortunale.

Le silhouette, gli armamenti e la posizione dei fumaioli non variarono molto dai modelli vecchi ai più nuovi. Tutti i caccia italiani dai "Sella" in poi, ebbero come armamento principale due cannoni binati da 120 mm, uno sul castello di prua ed uno a poppa spesso su un soppalco. L’unica eccezione furono: la classe "Sella" che inizialmente avevano un cannone singolo che, nel 1929-30, fu sostituito da un binato. I navigatori che avevano un terzo complesso binato posto tra i lanciasiluri. La seconda generazione della classe "Soldati" che, ad eccezione del Velite, aveva un quinto cannone posto al centro della nave e la classe Comandanti, che era stata progettata per l’adozione di quattro cannoni singoli da 135 mm. Naturalmente, questa analisi non considera le navi di preda bellica appartenenti alle classi Premuda, Sebenico e FR.
I lanciasiluri erano montati in complessi binati sui "Sella" ed i "Navigatori", mentre furono trinati dalla classe "Sauro" in poi. Questi impianti erano montati al centro della nave ed erano brandeggiabili.

Tutte le unità avevano due eliche e due camere macchina completamente separate con due o tre caldaie. Fino alla classe "Turbine" tutte le unità ebbero due fumaioli che a partire dalla classe "Freccia" (1931) furono ridotti ad uno. La guerra decimò la Regia Marina e soprattutto nel settore delle esploratori e cacciatorpediniere: 11 delle 12 esploratori e 30 dei 41 cacciatorpediniere furono perse. Delle 12 unità sopravissute, 2 furono catturate dai tedeschi ed altre consegnate agli alleati. Alla fine della guerra, la Marina rimase con solo 4 unità.

Adattato dal libro di Gino Galuppini "Guida alle navi d'Italia", 1982 Arnold Mondadori Editore.
Edito da Cristiano D'Adamo e Pierluigi Malvezzi


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