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Dragamine

di Pierluigi Malvezzi


Durante la Seconda Guerra Mondiale la Regia Marina utilizzò in prevalenza, per quanto riguarda le unità per la guerra di mine, navi risalenti alla prima Guerra Mondiale o a periodi immediatamente successivi. Si trattava in particolare di 38 dragamine della classe "RD" (Rimorchiatore-Dragamine o Regio Dragamine) costruiti fra il 1916 ed il 1926,e di tredici posamine, di cui due ex tedeschi e tre ex austriaci.

I dragamine della classe RD erano unità da circa 200/220 tonnellate, costruiti da svariati cantieri in poco meno di cinquanta unità. Radiazioni per vetustà ed inefficienza ridussero il numero a trentotto; il che comunque faceva di loro il più numeroso ed omogeneo gruppo di dragamine impiegato dalla Regia Marina. Quanto ai posamine si trattava di due dragamine ex tedeschi del tipo "M" costruiti durante la Grande Guerra e ceduti all'Italia in conto riparazione danni di guerra, di tre unità ex austriache di poco più di 100 tonnellate impostate nel 1917 nei cantieri di Fiume e terminate nel dopoguerra per conto della Regia Marina, e di otto unità costruite negli anni venti (in realtà ne erano state costruite dieci, ma due della classe Ostia, Dardanelli e Milazzo, erano stati venduti al Venezuela nel 1938).

Nel 1931, la Regia Marina acquisì quattro pescherecci oceanici di costruzione tedesca che furono chiamati Berta, Biglieri, Matteucci e Sonzini. Queste unità furono utilizzate come posamine fino al 1938, per poi essere riclassificate cannoniere, con il Matteucci invece destinato al trasporto.

Nel 1938, furono costruite tre nuove unità: il prototipo D1, il Vigilante e il Vedetta; nessuna di queste unità venne però prescelta per la riproduzione in serie nell'eventualità di un conflitto che si stava avvicinando a grandi passi. Nel corso della guerra furono incorporati sei posamine e sei dragamine jugoslavi, ed un posamine e nove dragamine francesi. Queste unità, piccole, spesso obsolete e in definitiva di poca utilità, furono scarsamente impiegate e le superstiti furono restituite alla fine del conflitto. Per le esigenze del dragaggio veloce costiero, vennero adattate al ruolo di dragamine sei vedette VAS della prima serie (VAS 231-VAS 236): venne sbarcato tutto l'armamento antisommergibile ed imbarcate le attrezzature per il dragaggio veloce. Venne inoltre prevista la costruzione di una serie di piccoli dragamine costieri, detti "Dragamine di Vigilanza": DV 101-DV-149. Nessuno di questi entrò in servizio e quelli impostati furono catturati dai tedeschi che ne completarono ed utilizzarono una parte.

Per quanto riguarda i posamine, durante la guerra non venne costruita nessuna unità appositamente concepita per questo tipo di missione; questo era probabilmente dovuto al fatto che tutte le navi italiane dall'incrociatore in giù erano attrezzate con rotaie per la posa di mine, per cui non aveva senso costruire un posamine quando qualunque unità avrebbe potuto sostituirlo; ed in effetti la stragrande maggioranza dei campi minati italiani venne posata dalle normali unità da guerra.


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